Cucinare-parole-1995

Nuovi spazi espositivi dedicati a Mirella Bentivoglio alla Biblioteca Centrale Nazionale di Roma

Biblioteca nazionale centrale, Roma,
via Castro Pretorio, 105

Il museo letterario Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma, ideato e progettato dal direttore Andrea De Pasquale e curato da Eleonora Cardinale, si amplia grazie a recenti acquisizioni. A conclusione del museo, dopo la seconda Galleria degli scrittori, nuovi spazi vengono dedicati a esperienze significative del contemporaneo che si muovono l’una verso la sperimentazione, l’altra verso la tradizione ‘apparente’, combinando inediti giochi di parole. Da una parte l’esperienza della poesia concreta e visiva attraverso l’opera di Mirella Bentivoglio, dall’altra gli anni Ottanta in versi attraverso l’opera di Beppe Salvia.

Grazie alla recente donazione da parte delle figlie Marina, Leonetta e Ilaria è stato possibile realizzare uno spazio dedicato all’artista con sue opere e libri-oggetto: Mirella Bentivoglio: giochi di parole-immagini. Il fondo di Mirella Bentivoglio è costituito da carte autografe, un ricco epistolario, opere, libri e riviste, che ne testimoniano la lunga attività nell’ambito della poesia concreta e visiva e i rapporti con il mondo culturale del tempo.

La sfera del poetico incontra quella del visuale: la parola si stacca dalla frase, diviene immagine, si isolano sillabe e lettere e si ricombinano in accostamenti mentali inediti e slittamenti di senso. Dall’esordio poetico del 1943 con la raccolta di versi Giardino, Bentivoglio approda negli anni Sessanta alla scoperta dei valori visivi del segno linguistico, lavora sul linguaggio-immagine elaborando strutture simboliche di origine alfabetica, fino a giungere a una «libertà totale di mosse». Ne Il cuore della consumatrice ubbidiente gioca con le due “C” della Coca Cola, disposte specularmente a formare un cuore, scompone la parola e isola ‘oca’. L’uovo, il seme, il libro, l’albero sono destinati negli anni a divenire i suoi oggetti simbolici. La forma uovo può evocare il potere creativo dell’inconscio in Uovo e portauovo, genesi e cultura, o con ironia la condizione umana nella società dei consumi ne Il consumatore consumato uomo à la coque. La forma uovo viene assunta anche come seme – la vita che rinasce –, come ne La scrittura di Mirella Bentivoglio, uno dei suoi libri-oggetto, che dalla pietra arriveranno alla terra con il  Libro Campo.