Mirella Bentivoglio nasce il 28 marzo del 1922, a Klagenfurt, in Austria, da genitori italiani, Margherita Cavalli e lo scienziato Ernesto Bertarelli, e muore a Roma il 22 marzo 2017. Artista, scrittrice, poetessa verbo-visiva e performer, opera soprattutto nell’ambito delle poetiche verbo-visuali. Parallelamente è attiva come critica d’arte, saggista e curatrice di mostre in Italia e all’estero. In particolare, è all’origine di numerose iniziative sull’arte al femminile.
Riceve un’educazione multilinguistica, studiando nella Svizzera tedesca e in Inghilterra consegue diplomi di Proficiency in English nelle Università di Sheffield e Cambridge. Nel 1949 si sposa con il docente universitario di Diritto Internazionale Ludovico Matteo Bentivoglio, di cui adotta il cognome. Inizialmente autrice di pitture a olio e di libri di poesie in italiano e in inglese (editi da Scheiwiller e Vallecchi), è attratta dall’uso congiunto del linguaggio verbale e dell’immagine, e si lega ai movimenti verbo-visivi delle neoavanguardie artistiche internazionali nella seconda metà del ventesimo secolo, divenendone un’esponente di punta. Dalla pratica della poesia concreta, della poesia visiva e della scrittura visuale, che segnano il suo ingresso nella sfera delle sperimentazioni più innovative, passa anche (dagli anni Sessanta in poi) a una forma personale di poesia-oggetto. Negli anni Settanta realizza performance, poesia-azione e poesia-environment, inserendo grandi strutture simboliche di matrice linguistica sul suolo pubblico. Figura tra queste la celebre struttura monumentale in pietra dell’Ovo di Gubbio, montata nella città umbra. Fondamentale e pluriennale è il suo lavoro sui libri-oggetto, in marmo e in altri materiali.
Mirella Bentivoglio ha un ruolo decisivo e ben caratterizzato anche come animatrice e curatrice di mostre. In particolare cura e realizza, per la 38ª Biennale di Venezia, Materializzazione del linguaggio, esposizione di riferimento che nel 1978 accoglie ai Magazzini del Sale esclusivamente opere di artiste donne. Riceve premi sia per la sua attività poetico-letteraria e artistica, sia per quella critica e saggistica. Collabora a riviste specialistiche d’arte e a quotidiani («Il Manifesto»). Nel 2011, regala la sua collezione-archivio di arte al femminile al Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Nel 2018, a un anno dalla sua scomparsa, si tiene una giornata in suo onore alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che presenta il fondo a lei intitolato, donato dalle sue tre figlie, Marina, Leonetta e Ilaria. Contiene volumi, cataloghi di mostre e molteplici materiali della sua vasta biblioteca-archivio.
Nel 2019, per volontà e iniziativa delle figlie, nasce l’Archivio Mirella Bentivoglio, il cui obiettivo è la catalogazione, promozione e valorizzazione del lavoro dell’artista. Nello stesso anno, il 14 maggio, s’inaugura uno spazio a lei intitolato nell’ambito dell’itinerario espositivo Spazi900 della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’area dedicata a Bentivoglio, che espone in modo permanente alcune delle opere donate alla Biblioteca dalla famiglia, figura accanto a spazi intitolati a scrittori quali Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e Italo Calvino. Nel 2022, anno del centenario della nascita di Mirella Bentivoglio, la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma la celebra con una grande mostra antologica, Quanto Bentivoglio?, curata da Nicoletta Boschiero in collaborazione con l’Archivio Mirella Bentivoglio. Il 19 maggio 2025, presso la Biblioteca Beato Pellegrino dell’Università di Padova, s’inaugura Silenzi eloquenti, collezione d’arte contemporanea dell’Ateneo dedicata alla produzione artistica femminile e distribuita in quattro biblioteche universitarie padovane. Nell’ambito di questo progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura, l’Università acquisisce due opere di Bentivoglio. Un terzo lavoro è donato dalle eredi per essere collocato in uno spazio dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin. Nel giorno dell’inaugurazione, si svolge a Padova un convegno di studi su Mirella Bentivoglio.

MOSTRE PERSONALI
Tiene numerose mostre personali, prevalentemente in sedi pubbliche, in Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Olanda, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Brasile e Giappone (le presentano, tra gli altri, i critici Enrico Crispolti, Gillo Dorfles, Frances Pohl e Krystyna Wasserman). Sue antologiche sono accolte dalla Galleria Schwarz di Milano (1971), dalla Galleria Pictogramma di Roma (1973), dal Palazzo delle Esposizioni di Roma (1996) e dal National Museum of Women in the Arts di Washington (1999). Dal 14 novembre 1987 al 31 gennaio 1988 si svolge ad Aosta, nella Torre del Lebbroso, la mostra Hyper Ovum, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, ideata a partire dalla omonima scultura monumentale. Ospitano mostre delle sue opere il Pomona College di Claremont, California (2003 e 2015), la Galleria Oculus di Tokyo (2010), la Biennale di Gubbio (2016-2017) e il MACMa – Museo d’Arte Contemporanea di Matino (tra il 2011 e il 2013). Nel 2019, presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, è allestita la mostra Oltre la parola. Nell’anno del centenario della nascita, 2022, l’artista è al centro di innumerevoli manifestazioni e tributi, come la grande antologica Quanto Bentivoglio?, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e L’altra faccia della luna presso Gramma_Epsilon ad Atene. Nel 2023 ha luogo la personale dell’artista nella Galleria Hubert Winter di Vienna. Nel 2025 Repetto Gallery presenta nella sezione Feature di Art Basel un progetto speciale dedicato a Mirella Bentivoglio.
MOSTRE COLLETTIVE
Partecipa a mostre collettive in musei, gallerie e università in Europa, nelle Americhe, in Medio ed Estremo Oriente, in Canada e in Australia. Espone per nove volte alla Biennale di Venezia: nel 1969 e nel 1972, nel 1978 in due diverse rassegne, e ancora nel 1980, nel 1986, nel 1995, nel 2001 e nel 2009. Nel 2022 la sua iconica opera grafica Monumento è inclusa nella 59ª edizione della Biennale di Venezia. In quell’occasione la Biennale ristampa il catalogo Materializzazione del linguaggio, rassegna da lei curata nell’edizione del 1978. Prende parte alla XI Quadriennale Nazionale di Roma nel 1986, partecipa per tre volte alla Biennale di San Paolo del Brasile tra il 1973 e il 1994, espone per tre volte al Centre Pompidou di Parigi (tra il 1978 e il 1982). Partecipa a documenta a Kassel nel 1982, le sue opere sono in mostra al MoMA di New York nel 1992, a Palazzo Pitti di Firenze nel 2001, all’Expo di Milano nel 2015 e al Getty Center di Los Angeles nel 2018. Nel 2019 la mostra Il soggetto imprevisto. 1978 Arte e femminismo in Italia, tenutasi ai Frigoriferi Milanesi, le dedica un’ampia sezione. Nel 2022, la Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano presenta la mostra Ri-Materializzazione del Linguaggio, con una selezione delle opere esposte nel 1978 alla Biennale, insieme ad altre coeve e a materiali di documentazione. Nel 2025 suoi lavori sono inclusi nella mostra Stand-Up! Feminist Avant-Garde of the 1970s, presentata dalla Sammlung Verbund di Vienna presso il Sprengel Museum di Hannover. Sue opere appaiono nella mostra collettiva Facile ironia, tenutasi al MAMbo di Bologna da febbraio a settembre del 2025. Nello stesso anno, una selezione di sue opere viene esposta nella mostra Global Visual Poetry: traiettorie transnazionali nella Poesia Visiva, inaugurata presso il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede in occasione del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura.
INSTALLAZIONI E COLLEZIONI
Sue installazioni e grandi strutture in materiale litico, bronzeo o ligneo si trovano nelle collezioni permanenti della Galleria Internazionale d’Arte Ca’ Pesaro di Venezia, del MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera e del MAGA di Gallarate. Nel 2019 la sua Lapide a hravat è messa in mostra negli spazi della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale. Opere e poemi-oggetto in materiali diversi sono nelle collezioni permanenti del National Museum of Women in the Arts di Washington, del MoMA e del Metropolitan Museum di New York, del Getty Institute di Los Angeles, della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, del MART di Rovereto, del MAC di San Paolo del Brasile, del Sackner Archive di Miami, della Galleria degli Uffizi di Firenze, della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, del MACTE di Termoli, dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata e del Museo Civico di Palazzo dei Consoli a Gubbio. Hyper Ovum, scultura monumentale in legno di tiglio che simboleggia l’origine cosmica, donata alla Regione Valle d’Aosta nel 1988, è nuovamente esposta nel 2026 al Castello Gamba di Châtillon (Aosta), dopo un restauro che ne ha risolto le problematiche di conservazione.
PERFORMANCE E INTERVENTI SUL TERRITORIO
Tiene performance di poesia fonetica in varie occasioni in teatri e spazi d’arte italiani, nonché a Los Angeles (alla Brewery Gallery e all’Istituto Italiano di Cultura) e al Centre Pompidou di Parigi. I suoi principali interventi sul territorio sono presentati in occasione della Biennale di Gubbio (Poesia all’albero e Struttura simbolica (Ovo), 1976; Arbor inversa, 1979) e in spazi ipogei umbri (L’uovo nella caverna, 1982-85). Tali interventi sono documentati, in una sala dedicata all’artista, nell’edizione 2016-2017 dell’eugubina Biennale di Scultura. Nel 2001 collabora al progetto di gara per la ristrutturazione di Piazza Augusto Imperatore a Roma, con l’ideazione di interventi verbo-plastici. Realizza altri interventi nel parco di Villa Buttafava in Lombardia (2002-2006), lungo le rive della Moldava a Praga (2005), sul sagrato della chiesa di Quaroni presso Matera (2007) e nella campagna viterbese (Libro-campo, 1998). Nel 2022, anno del centenario della nascita, avviene a Gubbio, con una grande cerimonia che coinvolge tutta la popolazione cittadina, il ricollocamento della Struttura Simbolica (Ovo di Gubbio), eretta da Mirella Bentivoglio nella città umbra nel 1976 e in seguito danneggiata.
ATTIVITÀ CURATORIALE
Ha curato e presentato rassegne e mostre collettive alle Biennali di Venezia, di San Paolo, di Medellin; alla Columbia University di New York; all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo; al Centro Pecci di Prato; al Museo di Recife, Brasile; al Festival di Perth, Australia; all’Expo-Arte di Bari; al Palazzo delle Esposizioni di Roma; in Grecia, Spagna, Finlandia e al MoMA di New York. Donazioni di opere d’arte da lei acquisite nel corso della sua attività curatoriale hanno arricchito le collezioni permanenti della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, del MART di Rovereto, del MUSINF – Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia, del Museo Nori de’ Nobili di Trecastelli (Ancona), il Centro Pecci di Prato, il MACMa di Matino (Lecce) e del MAGA di Gallarate.
Tra le mostre internazionali di cui è curatrice figurano la rassegna Poesia Visiva, Studio d’Arte Contemporanea Arti Visive, Roma, 1974, 5 xilografi del Rio de La Plata, Centro d’Arte e Cultura Il Brandale, Savona, 1975, Parola immagine oggetto, rassegna di poesia italiana per il centenario della nascita di Filippo Tommaso Marinetti, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo, 1976, From Page to Space, Columbia University, Center for Italian Studies di New York, 1979, Not(e)Books, Union House University of Melbourne, George Paton Gallery, Melbourne, 1982, 1983, Volùmina – il libro-oggetto rivisitato dalla donna artista del nostro secolo, Rocca Roveresca, Senigallia, 1988, From Page to Space – Futurist Women Artists between Language and Image, Istituto Italiano di Cultura, Helsinki, 1998, Fotoalchimìe – gli artisti e la fotografia in Italia. Sperimentazioni e innesti, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2000, (S)cripturae – le scritture segrete: artiste tra linguaggio e immagine, Galleria Civica, Padova, 2001, Il non Gruppo, Galleria Miralli – Palazzo Chigi, Viterbo, 2004, Le futuriste italiane nelle arti visive, Museo dell’Informazione, Senigallia, 2009.
Tra le mostre curate da Mirella Bentivoglio, spicca Materializzazione del linguaggio, svoltasi a Venezia nell’ambito della Biennale Internazionale d’Arte del 1978. L’esposizione è concepita come il racconto del rapporto fra la donna e il linguaggio e raccoglie le ricerche verbo-visuali di ottanta artiste internazionali.
ATTIVITA’ POETICA, SAGGISTICA E CRITICA
Mirella Bentivoglio lavora come teorica e saggista soprattutto nel campo dell’arte verbo-visiva. Si veda la voce Poesia visiva, da lei redatta su invito di Giulio Carlo Argan per il Supplemento 1978 dell’Enciclopedia Universale dell’Arte, Unedi. È autrice di vari scritti dedicati allo studio della parola visualizzata dal futurismo a oggi. Tra i titoli della sua bibliografia giovanile figurano le raccolte poetiche Giardino, edizioni Scheiwiller, 1943, e Calendario, pubblicato da Vallecchi nel 1968. Un contributo significativo alla critica d’arte è la sua monografia sul pittore statunitense di origine lituana Ben Shahn, edita da De Luca nel 1963. Insieme a Franca Zoccoli firma il libro Le futuriste italiane nelle arti visive, edito da De Luca nel 2008. La ricerca amplia e perfeziona un volume già pubblicato dalla Midmarch Arts Press a New York, in lingua inglese, nel 1997. Tiene corsi, seminari, conferenze e lezioni nell’Università di Friburgo, in Germania, nell’Archivio ICPA, St. Michael’s Hall, a Oxford, negli Istituti Italiani di Cultura di New York, Washington, Helsinki e Praga, alla Musashino University di Tokyo e alla Osaka University of Arts di Osaka, alla Fundação Armando Alvares Penteado (FAAP) di San Paolo del Brasile e all’Università Ca’ Foscari di Venezia.