Patriarcato, la menzogna rosa


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Tecnologia la menzogna rosa, (1966)

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tipologia:
scultura
nr. archivio:
214
nr. inventario:
217PO001
nr. inventario 2: AMB002Ogg
anno:
senza data (1966)
anno ordinamento:
1966
tecnica e materiali:

plexiglass, foto

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:

Non chiara la disposizione delle varie parti e il significato

altri autori:
iscrizioni e firme:

Non firmato. Sulla base scritta a pennarello con titolo

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Come si è visto in alcune opere che testimoniano i primi interventi sperimentali dell’artista nel recupero di oggetti trovati, questo refuso di manifesto è di sicuro proveniente dalle escursioni dell’autrice nei laboratori tipografici. Le lastre rosa vanno sovrapposte all’immagine perché permettono la correzione ottica della sfocatura. Ma si tratta appunto di una illusione, di un adattamento. In modo un po’ contorto probabilmente l’artista ha voluto spiegare e metaforizzare la dinamica del controllo nel rapporto tra maschile e femminile: quella correzione permette di vedere e anche se tinta di rosa, rimane una visione maschile e rimane una visione illusoria.  Rosaria Abate

note:
note compilatore:

Sembrerebbe che l’opera sia stata esposta e successivamente rimaneggiata

credit line:
Archivio Bentivoglio Roma