Storia del monumento


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Storia del Monumento, 1968 (versione libresca)

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tipologia:
libro-oggetto
nr. archivio:
580
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1968
anno ordinamento:
tecnica e materiali:

stampa tipografica su carta, legno

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 35 x 25 cm
desc. stato opera:
altri autori:

Annalisa Alloatti

iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
proprietà:
collezione privata, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
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restauri:
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bibliografia:

Storia del monumento, in “Al 2”, Roma, anno III, n. 3, marzo 1969, p. 92

Michele Perfetti, Nuovo “spazio” poetico, in “Corriere del Giorno”, Taranto, 15 ottobre 1969

Carlo Belloli e Ernesto Francalanci (a cura di), Mostra di poesia concreta / indirizzi concreti, visuali e fonetici, Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian,  Stamperia, Venezia, 1969

Liliana Dematteis e Giorgio Maffei, Libri d’artista in Italia, 1960 – 1998, Regione Piemonte, Torino, 1988

Renato Barilli, Maria Grazia Tolomeo, Mirella Bentivoglio. Dalla parola al simbolo, con antologia critica, De Luca, Roma, 1996

Anna Maria Lelli, Frances K. Pohl, Krystyna Wasserman, The Visual Poetry of Mirella Bentivoglio, con antologia critica, De Luca Editore, Roma, 1999

Il non gruppo – testi-immagine a Roma negli anni Sessanta,  2005

Frances K. Pohl (a cura di), Pages. Mirella Bentivoglio – Selected Work 1966-2012, Pomona College Museum of Arts, Claremont (Los Angeles), 2015

Alex Balgiau e Mónica De La Torre (a cura di), Women in Concrete Poetry, 1959-79, Primary Information, 2020

didascalia:

La bugia, 2005

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esposizioni:

Mirella Bentivoglio. L’altra faccia della luna, a cura di Paolo Cortese e Davide Mariani, Galleria Gramma_Epsilon, Atene, 2022

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Articolato nella successione di sei pagine, Monumento, come è meglio conosciuto il lavoro titolato Storia del monumento, pone l’accento sulla vastissima produzione di realizzazioni che in seguito l’artista svilupperà con il mezzo libro. L’opera concreta ruota attorno ad una sola parola, la quale subisce una frantumazione sempre più radicale: rispetto alla prima pagina della sequenza,  in cui la disposizione dei caratteri visualizza l’immagine di una colonna, ed è perciò contraddistinta da stabilità, simmetria, equilibrio, le pagine successive mostrano una più libera articolazione degli spezzoni della parola, fino alla dispersione e alla rottura delle linee curve e rette, che caratterizzano gli elementi tipografici. L’artista ottiene la frattura dei ritmi costruttivistici mediante l’esplosione delle lettere, utilizzate sotto forma di maiuscole, e l’impiego di caratteri diversi per forma, grandezza, spessore, che restituiscono delle forme figurali, capaci quasi di far dimenticare la componente tipografica alla base del componimento. La rottura dell’equilibrio tipografico richiama immediatamente la rivoluzione promossa dal Futurismo che per primo ha creato un linguaggio nel quale a prevalere non è tanto la vocazione semantica, quanto piuttosto ciò che tale vocazione produce a livello formale e onomatopeico. Come nelle parole in libertà futuriste, anche in Monumento il ritmo interno della pagina si imposta sulla varietà di distribuzione dei caratteri neri sugli spazi bianchi, sullo scarto del formato, sull’esplosione della parola. Le lettere si aggregano in modo tale da suggerire una certa volontà di umanizzazione. Un esempio famoso prodotto in questo senso dall’avanguardia storica, è il Caffè concerto di Francesco Cangiullo, ossia la reinvenzione dell’alfabeto tipografico sotto forma di personaggi del cafè chatant, la cui umanizzazione era già stata anticipata nelle b de Le Balie, pubblicate su “L’Italia Futurista”. É anche vero che nell’opera della Bentivoglio il risultato non è esplicito a tal punto, viene piuttosto evocato nella parte superiore della prima tavola, oppure in particolare nell’ultima pagina della sequenza, in modo da ricordare la stilizzazione di volti sorridenti. Un altro aspetto di rimando al Futurismo è fornito dal valore onomatopeico: la ripetizione delle lettere o delle parole, che conferiva alle tavole dell’avanguardia effetti dinamici e sonori, viene ripresa in Monumento mediante la moltiplicazione di lettere che aggiungono ritmo e dinamismo alla valenza costruttiva. La tavola finale, con il riepilogo di termini tradotti in più lingue, vuole affermare l’internazionalità del movimento concretista con il superamento dai propri confini nazionali. Rosaria Abate

note:

Schede collegate: 570; 574

note compilatore:
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