Da uovo a zero


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senza titolo (Da uovo a zero)

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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
122
nr. inventario:
122PV020
nr. inventario 2: 132AMB0'
anno:
1984
anno ordinamento:
1984
tecnica e materiali:

acetato, plexiglas, e pietre (amigdale preistotiche)

dim. senza cornice:
95 x 66 cm
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

senza firma

esemplari tiratura:
pezzo unico, in questa versione e dimensione
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Renato Barilli, Maria Grazia Tolomeo, Mirella Bentivoglio. Dalla parola al simbolo, con antologia critica, De Luca, Roma, 1996

Anna Maria Lelli, Frances K. Pohl, Krystyna Wasserman, The Visual Poetry of Mirella Bentivoglio, con antologia critica,  De Luca Editore, Roma, 1999

Vittoria Surian, Il colore della misoginia, Editrice Eidos, Mirano (Venezia), 2003

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Mirella Bentivoglio. Dalla parola al simbolo, Roma, Palazzo delle Esposizioni, 10-28 ottobre 1996

The Visual Poetry of Mirella Bentivoglio, con antologia critica, Washington, The National Museum of Women in the Arts, 1 marzo -12 giugno 1999, Istituto Italiano di Cultura, 2-31 marzo 1999

Il colore della misoginia, San Donà di Piave (Venezia), febbraio 2003

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

L’opera prende spunto dalla raffigurazione di una mappa birmana del Quattrocento, trovata come sempre in modo occasionale dall’artista, che rappresenta il mondo con una forma alludente a quella dell’uovo. Mirella Bentivoglio ha ingrandito l’antico disegno su materiale trasparente e, con un’attenta  mimesi, ha proseguito, graficamente, il puntinato del fondo. Al fine di allungarlo per collocarvi delle vere amigdale preistoriche, applicate sulla superficie, con le quali ha inteso identificare i frammenti che nel disegno birmano risultano dallo sgretolamento della parte inferiore dell’uovo-mondo. Mirella Bentivoglio ha adottato spesso il segno uovo nel suo lavoro creativo, e spesso viene ricondotto al suo uso un significato di simbolo femminile. Ciò non è del tutto esatto. Ad una lettura più attenta della produzione dell’artista, ci si accorgerà che spesso lei conferisce al segno dell’uovo la neutralità primordiale, androgina dell’individuo. La coppa, la parte inferiore dell’uovo, è piuttosto concepita dall’artista come simbolo del femminile, in questo caso sbriciolata, perduta, volta ad azzerare l’unità dell’uovo. Secondo l’artista dunque questa mappa conserva dell’uovo solo la parte superiore. La stessa parte che riconosce come forma reduce in tutte le cupole delle chiese. Col degradamento della parte inferiore dell’ovale viene privato l’emisfero femminile, lasciando la cupola sospesa, senza base. E’ interessante inoltre accorgersi che in cima a questa rappresentazione dell’uovo che va sgretolandosi, è visibile un minuscolo albero e che lo sgretolamento comincia dal punto in cui terminano le sue radici. Rosaria Abate

note:

Esistono diverse versioni

Schede collegate: 316; 417

note compilatore:
credit line:
Archivio Bentivoglio Roma