Sembra, 1971

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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
648
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1971
anno ordinamento:
tecnica e materiali:

oggetto cinetico-luminoso, schermo con telaio metallico

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 40 x 40 x 10 cm
desc. stato opera:

schermo con telaio metallico, presa di corrente 220 volt, 40 watt

altri autori:

Nino Calos; iscrizione autografa sul retro: "Nino Calos per Mirella Bentivoglio, Mobile Luminoso 333/1971 / 'Sembra' 40 Watt / 220 Volt"

iscrizioni e firme:

sul retro, in alto, iscrizione autografa con collaborazione e titolo: "Mirella Bentivoglio + Nino Calos MIlano 1971 / testo poetico cinetico luminoso "sembra"

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
proprietà:
collezione privata, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
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didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Si tratta di una testimonianza esemplare dell’operazione estetica di Mirella Bentivoglio nel proporre una collaborazione con un altro artista, Nino Calos (1926-1990), e nell’avvalersi di altri linguaggi di ricerca, in questo caso l’arte cinetico-luminosa, comunque veicolata e ricondotta all’area di interesse poetico-visuale.

La rotazione di un disco vi determinava la frantumazione dell’unità verbale prescelta, che dà il titolo all’opera, così trasformando di continuo la fluida immagine trascorrente sulla pagina-schermo.

Spiegava l’artista: “L’ovvia affermazione poetica che il mondo abbia apparenza (accantonando l’istituzionalizzato dogma verbale che esso ‘sia’) si realizza mediate la somma mentale di tutti i ritagli delle personali quotidiane esperienze di questa nostra condizione esistenziale dentro un’assidua temporale sembianza. Il veicolo di questa enunciazione, ossia la parola sembra, mai leggibile per intero, tenta di manifestare ciò sul piano visivo, identificando le proprie duttili forme col proprio sfuggente significato”.

La modalità espressiva adottata è presa in prestito da un linguaggio creativo che pur non appartenendo alla Poesia Concreta consente di raggiungere l’aspirazione che le è propria, vale a dire fondarsi sul linguaggio verbale e rappresentare visivamente il valore semantico del vocabolo scelto. 

Grazie alla capacità di offrirsi come sequenza, come fluida concatenazione della nebulosità linguistica rappresentata, tale soluzione cinetica consente propriamente di concretizzare il suo senso, puntuale ed esatto, proprio per “l’identificazione duttile”, come spiegava Mirella, di una forma ambigua e un concetto inafferrabile. 

Molto più tardi verrà realizzato Sembra in versione libresca (edizioni Il Mazzocchio, Jesi, 2010), con la riproduzione degli scatti fotografici ricavati da alcuni momenti della sequenza scrittoria. Rosaria Abate

 

note:

si tratta dell’unico oggetto cinetico realizzato da Mirella da quale poi in momenti successivi ha creato l’omonimo libro d’artista

note compilatore:
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