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retro

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tipologia:
grafica
nr. archivio:
23
nr. inventario:
023GR017
nr. inventario 2: 025AMBop
anno:
1969
anno ordinamento:
1969
tecnica e materiali:

serigrafia

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 14,7 x 17,5 cm (p.d.a), 33x 33 cm esemplare n. 10 (su?), 29 x 29 cm (esemplare n. 3 (su ?)
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

retro firma, pd.a. e timbro: grafiser, serigrafia, bollo d'autentica

esemplari tiratura:
?
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

La serigrafia esibisce la relazione tra le parole “Noi” e “Noia”, dove il pronome si può identificare o contrapporre alla piattezza e all’anonimato, derivanti dal mimetismo della moltitudine. Il titolo, non indicato contestualmente nell’opera, è espresso nel puntinismo del retino (particolarmente evidente in questa versione), di cui fa in genere uso la tecnica tipografica. Il richiamo pop a fumetti, foto di giornali, allude ai diaframmi odierni della realtà, nei quali la percezione è ingabbiata. La polemica verso i meccanismi della comunicazione è un esempio della “guerriglia semiologica” dei poeti visivi. Il termine utilizzato e lo scarto proporzionale nell’uso dei caratteri, con l’ultima lettera dal corpo più piccolo, richiama la somiglianza con Società di massa (lavoro nel quale l’artista esibisce la parola “NOi”, e dove chiaramente rappresentava il rifiuto dell’io a identificarsi con la moltitudine).  Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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