tipologia:
oggetto
nr. archivio:
295
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1971
anno ordinamento:
1971
tecnica e materiali:

resina acrilica

dim. senza cornice:
28,2 x 59 x 8,8 cm
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:

L'opera si presenta in una teca di plexiglas trasparente originale

altri autori:
iscrizioni e firme:

firmato

esemplari tiratura:
esemplare unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
Studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Umbro Apollonio e Renato Barilli, Bentivoglio, Schwarz, Milano, 1971

Umbro Apollonio, Artistas italianos de hoje na XII bienal do Museu de Arte Moderna de São Paulo du Brasil, San Paolo del Brasile, 1973

Gillo Dorfles, Mirella Bentivoglio, Galleria Pictogramma, Roma, 1973 

Nicoletta Boschiero (a cura di), Quanto Bentivoglio?, Edizioni Tlon, Roma, 2022

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

L’oggetto è presente nell’elenco delle opere della prima mostra personale dell’artista, Milano, Galleria Schwarz, inverno 1971-72

Mirella Bentivoglio, sala personale in Artistas italianos de hoje na XII bienal do Museu de Arte Moderna de São Paulo du Brasil, San Paolo del Brasile, ottobre – dicembre 1973

Quanto Bentivoglio?, a cura di Nicoletta Boschiero, Roma, Galleria Nazionale d’arte moderna, 19 ottobre 2022 – 29 gennaio 2023

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

L’opera è un oggetto-parola, e dunque salda l’esperienza concretista con una ricerca poetico-oggettuale: interpreta in modo personale e nello stesso tempo traduce alla lettera il concretizzarsi di un indirizzo estetico esibito nella parola e decifrato nell’oggetto.

Bentivoglio riferì di aver concepito questo lavoro quando una bomba H fece strage di animali marini nel polo Nord. In essa vi è dunque implicita una sorta di metafora. Allude al freddo, il mondo freddo della tecnologia dove perfino l’ebollizione conferisce risultati simili al gelo: l’effetto di neve del materiale acrilico è infatti ottenuto col calore. Al di là di una eterogeneità di soluzioni adottate dall’artista, sovente è rintracciabile quella coerenza con cui riesce a riunire gli opposti, natura e cultura, maschile e femminile: qui, addirittura, è riuscita a riunire il calore nel freddo, l’ebollizione nello stato solido.  Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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