Mimetismo (Desolazione)


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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
647
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1971
anno ordinamento:
1971
tecnica e materiali:

carta, letraset, ciottoli con venature naturali, plexiglas

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 48 x 18 x 2,5 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
proprietà:
collezione privata, Gallarate (Varese)

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Umbro Apollonio e Renato Barilli, Bentivoglio, Schwarz, Milano, 1971

Nicoletta Boschiero (a cura di), Quanto Bentivoglio, Tlon, Roma, 2022

 

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
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doc. contrinuto:
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doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Bentivoglio, Milano, Galleria Schwarz, 1971-72

Bentivoglio – Poesia visiva, Roma, Galleria Pictogramma, giugno – luglio 1973 

Quanto Bentivoglio?, a cura di Nicoletta Boschiero, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 18 ottobre 2022 – 29 gennaio 2023

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Mirella Bentivoglio realizza quest’opera composta da una scritta e da tre ciottoli con venature naturali che, tridimensionalmente, rappresentano le lettere “i” e “o” contenute all’interno della parola “Desolazione”. Il punto sulla “i” sembra quasi capace di fare ombra in questa desertica formulazione, la cui texture del fondo, come ricorda Nicoletta Boschiero nel catalogo della mostra personale alla GNAM di Roma (2022-23), è derivata dal manifesto di una mostra dell’amica e collega Ketty La Rocca (1938-76). La curatrice osserva che “c’è una convergenza di ricerca nel lavoro di entrambe che parte dalla coscienza di sé”, poiché tutte e due le artiste hanno fatto ricorso all’impiego di “io” e “Je”. Anche in questo caso Mirella Bentivoglio fa emergere le due vocali componenti il pronome personale, che si distingue, ergendosi rispetto alla bidimensionalità della restante parola: ma all’ “io” non viene assegnata alcuna connotazione individuale, come sovente accade nella poetica dell’artista che spesso è celebrativa di una espansa soggettività corale. Rosaria Abate

note:
note compilatore:

chiedere al collezionista firma, posizione di eventuali scritte, ecc.

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