Lo specchio del cuore della consumatrice ubbidiente


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tipologia:
grafica
nr. archivio:
599
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1975
anno ordinamento:
1975
tecnica e materiali:

serigrafia su metallo specchiante, pannelli protettivi in plexiglas

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 70 x 50 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Donazione Bentivoglio, Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), Rovereto (Trento)

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Nell’inclinare e replicare la C, iniziale di Coca, l’artista visualizza una sorta di icona pulsante della passiva e sciocca consumatrice. La cui vacuità interiore è enunciata nell’appellativo gergale (Oca) evidenziato all’interno della sagoma delle due lettere. In questa versione specchiante, è espressa la condizione di chi osserva, di riflettersi nella sagoma del cuore. “La donna è una grande alleata del consumismo”. E dunque ecco la critica, già contenuta nel logo, di  riconoscersi in tal caso come “oca”. Il rosso funge da perno, nel richiamare sia il marchio della bibita, sia la tinta convenzionale del cuore. L’opera è piuttosto rappresentativa della poesia visiva nella sua accezione tecnologica, per l’utilizzo di materiale massmediatico, impiegato dagli operatori di tale indirizzo sia come strumento espressivo che come oggetto della contestazione, della “Guerriglia semiologica”, per impiegare una formula tipica dei poeti visivi. In questa opera, Mirella Bentivoglio non addiziona soltanto la parola all’immagine, come più spesso succede nei collage di indirizzo tecnologico, ma li fa coincidere in una scrittura che si dà come immagine (il cuore) e in una immagine che consiste in una scritta, talmente riconoscibile, e che dunque è più da vedere che da leggere. Rosaria Abate

note:

schede collegate: 90; 408; 541

note compilatore:
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