Lapide alla natura morta


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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
551
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1990
anno ordinamento:
1990
tecnica e materiali:

travertino, pietra, ottone

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 34,5 x 34,5 x 15 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Biblioteca Nazionale Centrale, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Questa composizione plastica fa riferimento a una lirica di Nori de’ Nobili, poetessa e pittrice del Novecento, morta in una clinica per malattie mentali : “Il quadro largo nella cornice scura / è inclinato verso il centro della stanza. / Tutti i frutti che vi sono dentro / si rovesciano insieme sul pavimento”. Per questo l’opera, un quadrato di travertino sul quale Mirella Bentivoglio ha collocato la composizione dei frutti di pietra, andrebbe posta a terra. La scritta in ottone, recante il titolo, non si riferisce solo a una secolare convenzione pittorica legata ai rituali della domesticità e divenuta esercizio accademico, ma ad ogni costrizione della “natura” umana. Rosaria Abate

note:
note compilatore:

Esiste un’altra variante appartenente a collezione privata, esposta a Le immagini affamate, Aosta (realizzare scheda appena il possessore mi fornirà i dati)

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