Lapide al buco nero


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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
276
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
s. d. (dopo 1975)
anno ordinamento:
1975
tecnica e materiali:

marmo ovale con collage

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 48,4 x 37,4 x 3 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

s.f.

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Arturo Carlo Quintavalle (a cura di), Mirella Bentivoglio. Hyper Ovum, Fabbri Editori, Milano, 1987

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Mirella Bentivoglio. Hyper Ovum, Aosta, Torre del Lebbroso, 14 novembre 1987 – 31 gennaio 1988

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Una pietra nera, piatta, di forma ovale, mostra, nella parte superiore, il collage del particolare del dipinto della Sacra conversazione di Brera di Piero della Francesca. Porzione del dipinto raffigurante il catino absidale dalla cui sommità pende un uovo sospeso a un filo. Spesso Mirella Bentivoglio tende a rappresentare la parte superiore del simbolo, lasciando quella inferiore indefinita, sospesa, vuota, come in questo caso. L’autrice intende questa divisione del simbolo come privazione della sua originaria unità. Probabilmente quest’opera è una versione de Il tempo della scelta (da Piero al buco nero) del 1975, riprodotta sulla copertina del catalogo della mostra personale Mirella Bentivoglio – Simbolo come struttura, 1984, presso il Centro Sala 1, Roma. Quest’ultima opera rappresenta l’inserimento dello stesso particolare del dipinto, collocato nella parte superiore di un uovo a metà, concavo. Non viene specificato il materiale nella didascalia, ma si tratta di una materia scura e specchiante, come potrebbe essere un metallo o una porcellana smaltata. Lapide al buco nero sembrerebbe derivare da questa, e non viceversa, per il fatto che l’ovale è piatto e studiato nella dimensione che si adatta perfettamente alla fotografia che riproduce il dipinto. Ne Il tempo della scelta il prelievo appare occasionale più che progettato, e la stessa immagine del dipinto sembra rispondere alla natura di qualcosa di trovato. In altre parole, Il tempo della scelta sembra un’opera più intuitiva, mentre l’altra, Lapide al buco nero, appare più studiata e derivata dalla soluzione formale precedente. Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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