La scrittura di Adamo


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tipologia:
libro-oggetto
nr. archivio:
597
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1985
anno ordinamento:
1985
tecnica e materiali:

collage su marmo

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 17 x 25 x 2,2 cm
desc. stato opera:
altri autori:

Michelangelo

iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
collezione privata, Brescia

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Mirella Bentivoglio – Il cuore della consumatrice ubbidiente, Brescia, Galleria dell’Incisione, 2018

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Dalla serie dedicata al tema della Genesi. Mirella Bentivoglio conferisce, nei suoi volumi lapidari e lapidei, una autonoma voce al marmo e alla pietra, la cui trascrizione, spesso, è visibile e rintracciabile nelle linee di sedimentazione dei materiali adottati. Linee di una scrittura asemantica, qui ricondotte e collegate alle umane e divine dita, per rappresentare simbolicamente il mistero della creazione dell’universo. Mistero che nella nostra memoria collettiva siamo soliti ricondurre alla solidificazione del suono o all’azione del soffio di un Verbo divino. In questo caso è la mano di Adamo a scrivere, come si può notare nella linea orizzontale del marmo in corrispondenza del prelievo michelangiolesco, dalla Cappella Sistina in Vaticano, della creazione di Dio del primo essere umano. Negli anni Ottanta, aumentano notevolmente le opere di Mirella Bentivoglio che fanno ricorso alla tradizione storico-artistica dei grandi maestri, con una certa attenzione alla riproduzione di  immagini o dettagli iconici desunti da capolavori, inseriti nei suoi libri e poemi-oggetto. E questo dimostra la duttilità della sua arte, e la sensibilità ad interpretare i fenomeni contemporanei. Sono anni infatti in cui sia le implicazioni dell’arte concettuale, sia la ripresa consistente di una pratica pittorica ad opera dei citazionisti, dei transavanguardisti, dei neomanieristi, inducono ad intendere l’esperienza estetica come fenomeno di rivisitazione storica e di contaminazione. Rosaria Abate

note:

schede collegate: 577; 578; 600

note compilatore:
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