La scrittura del silenzio


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tipologia:
libro-oggetto
nr. archivio:
282
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1975
anno ordinamento:
1975
tecnica e materiali:

marmo e matita bianca

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 18 x 20 x 3 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

retro titolo, data e firma a matita

esemplari tiratura:
pezzo unico, in questa versione
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Renato Barilli, Maria Grazia Tolomeo, Mirella Bentivoglio. Dalla parola al simbolo, con antologia critica, De Luca, Roma, 1996

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
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didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Mirella Bentivoglio. Dalla parola al simbolo, Roma, Palazzo delle Esposizioni, 10-28 ottobre 1996

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

L’artista esibisce una matita bianca, la cui scrittura non lascia traccia, nella concavità delle pagine marmoree, dello stesso colore. La traccia visiva, assente, si identifica con l’assenza del suono. Mirella Bentivoglio riconduce sovente, nella sua produzione lapidea, una identità della scrittura con la sua matrice sonora; identità valida non solo per la scrittura delle parole, trascrizione di segni di suono, ma per la scrittura stessa della materia, racchiusa nella natura della pietra e nei suoi segni di sedimentazione.

Inoltre, nella ricerca del libro-oggetto marmoreo, Bentivoglio riesce in più opere a rappresentare un concetto insolito della poesia: quella di essere propria del silenzio e non della parola. E’ singolare come un’artista proveniente dal verso, attenta al suono delle assonanze, delle allitterazioni, profonda conoscitrice del Futurismo e di tutte le sue essenze onomatopeiche, originale nella sperimentazione della performance fonetica, ribadisca in più di una realizzazione lirico-plastica, la pertinenza della poesia alla dimensione del silenzio: ma ciò è assolutamente veritiero, poiché il linguaggio costituisce il mezzo che sprigiona la poesia, ma non è in sé la poesia, che appartiene invece all’indicibile. Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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