Il pianto della pittura


TORNA A ELENCO


tipologia:
oggetto
nr. archivio:
413
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1954
anno ordinamento:
1954
tecnica e materiali:

collage oggettuale su tela

dim. senza cornice:
40 x 49,5 cm
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

fronte in basso titolo, firma e data; Dietro nello spessore: verso di E. Dickinson ?

esemplari tiratura:
pezzo unico, in questa versione e dimensione
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Il buco di una tavolozza diviene l’incavo per un occhio, le macchie di colore si trasformano nelle sue lacrime, nella raffigurazione di una pittura che piange probabilmente la sua fine, forse perché l’artista, non ancora operante nella verbovisualità, ha sentito l’esigenza di esprimere la nuova rotta, con il superamento delle tecniche artistiche tradizionali. Esiste un’altra versione di quest’opera, datata 1990, presente in collezione privata.

L’occhio inserito in una composizione oggettuale, potrebbe richiamare il noto Indestructible Objèct di Man Ray, non solo per la dadaista trasposizione di un ritratto “monoculare”, ma anche per il senso di malinconia, la condizione di superamento e distacco, che in un certo senso accomuna le due creazioni. Rosaria Abate

 

 

note:

Schede collegate: 644

note compilatore:

verificare presenza di verso di E. Dickinson sul retro.

credit line: