Il peso della poesia


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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
238
nr. inventario:
241OP024
nr. inventario 2: AMBFam003
anno:
s. d. (1999)
anno ordinamento:
1999
tecnica e materiali:

assemblage: bilancina, libretto, scritta in letraset

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 15 x 11 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

titolata sulla base, non firmata

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
collezione di Ilaria Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Si tratta di un poema-oggetto sviluppato nella piccola dimensione, e volto a sottolineare il “poco” peso della poesia, ma non in senso ironico o critico, piuttosto come a indicare che spesso la qualità si colloca nel raro, nel minimo o nel tenue. Non è il peso indice del suo valore; come, in un certo senso non è nemmeno la parola a costituire la poesia. Mirella Bentivoglio è a esprimere in alcune sue opere come la poesia sia contenuta paradossalmente nel silenzio, più che nella parola. In ciò che non viene detto. Sta in quello che la parola sprigiona, più che nella parola stessa, nell’atmosfera che esala, nella coscienza che la svela. E il recupero dell’immagine, nella ricerca sperimentale dell’artista, effettivamente, concorre alla rappresentazione di questo indicibile. Rosaria Abate

note:

senza firma

note compilatore:
credit line:
Collezione Ilaria Bentivoglio