Forma lenta


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tipologia:
grafica
nr. archivio:
32
nr. inventario:
032GR024
nr. inventario 2: 037AMBop, 038AMBop
anno:
1970
anno ordinamento:
1970
tecnica e materiali:

serigrafia su carta giapponese

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
29 x 31,5 cm
dimensioni:
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

fronte, p. d. a. e firma a destra, titolo e data a sinistra

esemplari tiratura:
tiratura non espressa, esemplari denominati p. d'a.
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
- Archivio Bentivoglio, Roma [9 esemplari denominati p. d'a., uno in cornice]
- collezioni private

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Umbro Apollonio e Renato Barilli, Bentivoglio, Schwarz, Milano, 1971

Bruno Rescio, Mirella Bentivoglio, una poetica del significante, Edikon, Roma, 1979

Mirella Bentivoglio – La poesia fatta pietra, edizioni Coopedit, Macerata, 1984

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Bentivoglio, Milano, Galleria Schwarz, 1971-72

Mirella Bentivoglio – La poesia fatta pietra, Macerata, Pinacoteca e Musei Comunali, febbraio 1984

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

È la visualizzazione grafica della parola lumaca, trascritta in ordine inverso. Ossia le lettere percorrono il ricciolo dell’inseparabile abitazione dell’animaletto, la cosiddetta chiocciola, e al centro di questa parte la spirale: una “a”, l’ultima della parola lumaca; le altre unità alfabetiche che costituiscono il nome rappresentano tutto il corpo del lento invertebrato. La “l” iniziale, tracciata per ultima, corrisponde ai corni della lumaca: le piccole antenne. La carta giapponese, pelosa, simula l’erba, soprattutto nella versione verde. Quella eseguita in color avorio è percorsa da strisce biancastre che sembrano alludere alle bave lasciate dalla lumaca nel suo strisciare. E’ interessante notare come nella realizzazione visuale, la scelta di replicare i caratteri non conferisca un effetto dinamico, tipico della velocità, bensì suggerisce proprio la lentezza: il corpo della lumaca che si allunga e si estende nel suo incedere flemmatico. Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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