Da uovo a zero


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tipologia:
fotocollage
nr. archivio:
316
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
s. d. (1984)
anno ordinamento:
1984
tecnica e materiali:

acetato, plexiglas e amigdale

dim. senza cornice:
120 x 84 cm
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

s.f.

esemplari tiratura:
pezzo unico, in questa versione e dimensione
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Nicoletta Boschiero (a cura di), Quanto Bentivoglio?, Tlon, Roma 2022

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Quanto Bentivoglio?, a cura di Nicoletta Boschiero, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 19 ottobre 2022 – 29 gennaio 2023

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

L’opera prende spunto dalla raffigurazione di una mappa birmana del Quattrocento, trovata come sempre in modo occasionale dall’artista, che rappresenta il mondo con una forma alludente a quella dell’uovo. Mirella Bentivoglio ha ingrandito l’antico disegno su materiale trasparente e, con un’attenta  mimesi, ha proseguito, graficamente, il puntinato del fondo. Al fine di allungarlo per collocarvi delle vere amigdale preistoriche, applicate sulla superficie, con le quali ha inteso identificare i frammenti che nel disegno birmano risultano dallo sgretolamento della parte inferiore dell’uovo-mondo. Mirella Bentivoglio ha adottato spesso il segno uovo nel suo lavoro creativo, e spesso viene ricondotto al suo uso un significato di simbolo femminile. Ciò non è del tutto esatto. Ad una lettura più attenta della produzione dell’artista, ci si accorgerà che spesso lei conferisce al segno dell’uovo la neutralità primordiale, androgina dell’individuo. La coppa, la parte inferiore dell’uovo, è piuttosto concepita dall’artista come simbolo del femminile, in questo caso sbriciolata, perduta, volta ad azzerare l’unità dell’uovo. Secondo l’artista dunque questa mappa conserva dell’uovo solo la parte superiore. La stessa parte che riconosce come forma reduce in tutte  le cupole delle chiese. Col degradamento della parte inferiore dell’ovale viene privato l’emisfero femminile, lasciando la cupola sospesa, senza base. E’ interessante inoltre accorgersi che in cima a questa rappresentazione dell’uovo che va sgretolandosi, è visibile un minuscolo albero e che lo sgretolamento comincia dal punto in cui terminano le sue radici. Rosaria Abate

note:

Schede collegate: 122; 417

note compilatore:

mancano le amigdale

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