Cucinare parole


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tipologia:
libro-oggetto
nr. archivio:
530
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
1995
anno ordinamento:
1995
tecnica e materiali:

Acciaio, plexiglas, ottone

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 51 x 56,5 x 26 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:
esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Martina Corgnati (a cura di), Le immagini affamate – Donne e cibo nell’arte. Dalla natura morta ai disordini alimentari, Musumeci Editore 2005

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
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didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Le immagini affamate – Donne e cibo nell’arte. Dalla natura morta ai disordini alimentari, a cura di Martina Corgnati, Aosta, Museo Archeologico, 1 dicembre 2005 – 7 maggio 2006

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Mirella Bentivoglio ha saputo spesso riconoscere la forma del libro in molti oggetti di uso comune. L’idea di un libro-fornello le è venuta proprio dalla forma della piastra d’acciaio della cucina a gas, rettangolare, doppia come un volume aperto, con le proporzioni delle pagine. Posizionato verticalmente, con i punti di accensione per la cottura delle vivande, il libro è fornito dello spessore delle varie circonvoluzioni interne dei tubi del gas, visibili solo nella parte retrostante, attraverso i due pannelli di scuro plexiglas trasparente che funge da copertina. Il titolo, Cucinare parole, è applicato con lettere di ottone. L’opera fa parte di quel corredo creativo che l’artista ha dedicato alla casalinga: “Rimossa per secoli dalla cultura attiva, la donna si è tradizionalmente espressa nella preparazione di cibi con la stessa partecipazione e creatività con cui il poeta si esprime mediante l’uso della parola. La donna ha sempre cucinato comunicazione, facendosi tramite tra i doni della terra e il commensale, come il poeta tra i doni della parola e il lettore”. Dunque le poesie della casalinga erano i pranzi che cucinava per la sua famiglia e le persone care. Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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