Contro l’evanescenza (il volto irato della pietra)


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Contro l’evanescenza (il volto irato della pietra), 2001

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tipologia:
scultura
nr. archivio:
234
nr. inventario:
237PO021
nr. inventario 2: AMB022Ogg
anno:
2001
anno ordinamento:
2001
tecnica e materiali:

Stampa fotografica su travertino

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
dimensioni: 30,5 x 19,9 x 11,5 cm
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

retro in alto titolo, data (2001- era del computer) e firma

esemplari tiratura:
ex unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Pagine immagine – Mirella Bentivoglio, Bruno Conte, Emilio Villa, Galleria Cortese & Lisanti, Roma, 2007

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Pagine immagine – Mirella Bentivoglio, Bruno Conte, Emilio Villa, Roma, Galleria Cortese & Lisanti, 3 ottobre – 18 novembre 2007

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

La realizzazione riproduce, mediante ingrandimento fotografico (di Alessandro Alimonti), un particolare delle erme bifronti che coronano l’altana di Palazzo Falconieri a Roma, sede dell’Accademia d’Ungheria. Si tratta di sculture che nascondevano comignoli, eseguite nel Seicento dagli artigiani di Francesco Borromini. Sculture che a sua volta Borromini ricavava da anonime realizzazioni plastiche della Roma antica, e che fece eseguire con tritume di sassi e impasto terroso. Mirella Bentivoglio tornerà ad usare questo ravvicinato ingrandimento fotografico per un progetto site specific, nel 2005, lungo il fiume della Moldava a Praga, come sequenza di gigantesche facce murate. Quest’opera oggettuale (pendant di un libro-oggetto realizzato sullo stesso tema), costituisce dunque un precedente, e l’evidente chiaroscuro della pietra, nell’ingrandimento fotografico in bianco e nero, si presta mimeticamente a far risaltare le porosità e irregolarità della materia: quella del travertino stesso, oltre che della scultura riprodotta.  Rosaria Abate

note:

schede collegate: 209

note compilatore:
credit line:
Archivio Bentivoglio Roma