Continuamente ricostruire la libertà


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Continuamente ricostruire la libertà, 1992

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tipologia:
foto
nr. archivio:
139
nr. inventario:
141GR111
nr. inventario 2: 149AMBop
anno:
1992
anno ordinamento:
1992
tecnica e materiali:

fotografie con intervento

dim. senza cornice:
29,7 x 42 cm
dim. con cornice:
dimensioni:
desc. stato opera:
altri autori:
iscrizioni e firme:

sul retro, in basso a sinistra, titolo: "Continuamente ricostruire la libertà"; sotto al titolo, iscrizione autografa esplicativa: "interventi su fotografie conservate al museo di Rochester"; "digitazione"; a destra, firma "bentivoglio", data "92"

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:
fa parte di una serie di lavori sul tema della statua della libertà

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:

Nicoletta Boschiero (a cura di),  Quanto Bentivoglio?, Tlon, Roma 2022

didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:

Quanto Bentivoglio?, a cura di Nicoletta Boschiero, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 19 ottobre 2022 – 29 gennaio 2023

condition report:
doc. condition:

scheda storica:

Qualche anno prima delle Colombiadi – celebrazioni per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America, nel 1992 – Bentivoglio lavora a un progetto inerente la Statua della Libertà, un tema già affrontato agli inizi degli anni Ottanta. La scultura non verrà mai realizzata, ma lo scritto che accompagna i suoi studi è assolutamente minuzioso e dettagliato, prende in esame i tempi e i costi di realizzazione in dettaglio. Anche in questo caso le fotografie che costellano la parte iconografica del progetto puntano in particolare sulla mano sinistra che nella scultura regge un libro, l’oggetto grazie al quale possiamo ancora oggi continuamente ricostruire la libertà, che non bisogna mai dare per scontata.

“Premessa storica

Il primo artista che concepì una grande immagine della libertà dedicata agli Stati Uniti fu l’italiano Ceracchi negli ultimi decenni del settecento. La figura da lui ideata avrebbe dovuto tenere una torcia nella mano destra alzata, mentre la sinistra si sarebbe protesa a chiamare il popolo a raccolta in ascolto della nuova parola libertà. Quasi rifacendosi a una nuova tradizione orale, gestuale, legata a una realtà italiana. Ceracchi non pensò al libro, che venne ideato per la mano sinistra dal francese Bertholdi. 

Ideazione 

L’opera da me ideata si fonda su documenti fotografici delle fasi di costruzione, appunto, della Statua della Libertà. Alta 46 metri, internamente vuota e praticabile, la statua fu realizzata dal francese Fréderic Bertholdi con l’assistenza dell’ingegnere francese Gustave Eiffel (l’autore della celebre torre di Parigi) che, mediante rinforzi metallici interni, la portò alle dimensioni note. Fu inaugurata il 28 ottobre 1886 alla presenza del presidente Cleveland e dell’autore che per anni aveva lottato per trovare i fondi necessari. Il documento fotografico che mi ha ispirato riprende la struttura preparatoria interna della mano che regge il libro (in realtà la Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti), la destra che regge la torcia tende a connotarsi come la mano della solenne ufficialità, mentre la cultura democratica appare configurata come il prodotto del lato intimo, silenzioso, non retorico, non evidente dell’umanità pensante. 

Proposta 

Propongo la realizzazione della struttura interna della mano sinistra della statua, quella che regge il libro. Realizzare la sola struttura portante equivale ad affermare che la libertà deve essere continuamente costruita. Evidenziato in questa fase il libro risulta privo di pagine: ma il suo scheletro è pronto, ed è il libro che l’Europa ha donato al continente americano. 

Dettagli esecutivi

Il significato della statua travalica ampiamente il suo valore formale. Questo dettaglio forte, intenso, attuale e insieme riconoscibile e astratto, restituirebbe interesse a un’immagine ormai banalizzata e porterebbe immagine e significato allo stesso livello qualitativo. Si tratta di una sorta di spina di pesce di centine oblique parallele molto ravvicinate, in legno, quasi una barca (fu una barca a portare negli Stati Uniti il libro). Realizzerei la struttura in listelli in legno separati, ritmati in legno chiaro, indeformabile, verniciato opaco […]

Riferimento all’operatività dell’autrice

Quest’opera riassume tutte le problematiche della mia operatività. Il libro come oggetto, la mano come emblema dell’azione umana e come simbolo del lavoro e di manualità, l’anima occulta delle cose, il rimando a realtà strettamente culturali”. (Dalla scheda in Nicoletta Boschiero, Quanto Bentivoglio?)

 

note:
note compilatore:
credit line:
Archivio Bentivoglio Roma