(Ad Amelia Etlinger) Livre de chevêt aus ailes brulées


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inscrizione autografa con titolo

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tipologia:
oggetto
nr. archivio:
538
nr. inventario:
nr. inventario 2:
anno:
anno ordinamento:
tecnica e materiali:

fogli da minuta dai bordi bruciati, fiore essiccato

dim. senza cornice:
dim. con cornice:
14 x 17 cm
dimensioni:
desc. stato opera:

L'opera si presenta protetta tra lastre e cornice di plexiglas

altri autori:
iscrizioni e firme:

titolo sul retro, applicato al plexiglas

esemplari tiratura:
pezzo unico
edizione:

autentica:
autentica data:
autentica autore:
autentica doc.:
autentica autore:

provenienza:
studio dell'artista
proprietà:
Archivio Bentivoglio, Roma

valore:
valore assicurativo:
collocazione:
movimentazione:
perizie:
doc. perizie:

restauri:
doc. restauri:

bibliografia:
didascalia:

La bugia, 2005

didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:
didascalia:
doc. contrinuto:

esposizioni:
condition report:
doc. condition:

scheda storica:

L’opera rende omaggio all’artista statunitense Amelia Etlinger, legata a Mirella Bentivoglio per il comune interesse della poesia visiva, e con la quale aveva instaurato un rapporto d’amicizia, scandito da una corrispondenza epistolare piuttosto frequente. La Etlinger era solita utilizzare sulle sue pagine dattiloscritte elementi applicati come nastri, fili dorati, fiori essiccati ed altri piccoli oggetti. La realizzazione di Mirella Bentivoglio di questo lavoro dedicato all’amica collega e artista, consiste nella presentazione dei fogli di una lettera ricevuta le cui pagine sono forgiate a suggerire la sagoma delle ali sovrapposte e degradanti di una farfalla. Hanno i contorni bruniti, poiché le bruciature costituiscono sia la tecnica utilizzata per modellare il contorno della carta fino alla forma voluta, sia alludono alla fragilità della sua esistenza spezzata, dal momento che la Etlinger è morta suicida.  Al centro dei fogli si può notare la presenza di un fiore secco, probabilmente una viola del pensiero, in accordo con le tonalità pastello della carta, e le lettere stampate, una per ciascun quarto dell’ala dell’insetto, come una macchia cromatica più intensa, componente la parola “love”. Bentivoglio non ha esplicitato una datazione del lavoro. Tuttavia è sicuramente successivo al 1987, data della morte dell’artista americana; potrebbe essere stato realizzato nel periodo stesso della sua scomparsa poiché il titolo, “livre de chevêt” dimostrerebbe chiaramente il bisogno intimo di tenere quella scrittura a portata di mano, data l’afflizione, il cruccio provato da Mirella Bentivoglio per  l’amica che si è tolta la vita.  Rosaria Abate

note:
note compilatore:
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